Antonio (Tony) Giulione

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Che intendi dire con “America di Allen Ginsborg non è una poesia”?

Tony Giulione ricorda vividamente la reazione accesa della classe di poesia alla sua discussione su Allen Ginsborg, della Beat Generation, e la sua celebre “America”, alla McGill University, nel 1976. Tutt’altra cosa rispetto alla libertà in cui crebbe a Mondragone, Caserta, dove la vita, per questa piccola città di mare, era rappresentata da una comunità molto unita che supportava e si prendeva cura delle proprie famiglie e dei vicini.

Immigrazione e separazione in Italia

Nel periodo post-bellico, quando l’inflazione spinse moltissimi uomini e donne a lasciare le loro famiglie per trovare un lavoro nel triangolo industriale italiano, il padre di Tony, Giuseppe Giulione, andò a Milano, alla ricerca di un impiego nelle costruzioni. Fin da piccolo Tony è cresciuto abituandosi alla mancanza del padre, ricevendo affetto da sua madre, dai suoi fratelli più piccoli e da altri membri della famiglia come i nonni, gli zii e i cugini che vivevano vicino. Nei decenni che seguirono l’arrivo di Tony a Montreal, lo stretto legame con la sua famiglia avrebbe continuato a risuonare fortemente attraverso lo spazio e il tempo.

Creare una casa oltre l’Atlantico

Nel 1963 Giuseppe Giulione ed Angela Alfieri finalmente ottennero tutti i documenti per poter emigrare in Canada, a Montreal, dove li aspettava il fratello di lui. Si trasferirono nell’East End di Montreal, dove lo Stadio Olimpico sarebbe diventato un riferimento per il paesaggio della città, nel 1976. Tony ricorda bene quei primi anni, quando provava a legare con i vicini francofoni, frequentava una scuola inglese, retrocesso un paio di classi dal suo livello italiano, e trovava sollievo e supporto dai cugini, con i quali era cresciuto nella stessa casa, dopo il suo arrivo a Montreal. Vennero poi gli anni dell’Università Concordia, passati in compagnia degli amici, anni nei quali ha incontrato la donna della sua vita, è diventato padre e ha dato vita ad una azienda nel campo delle tecnologie medicali, quella che sarebbe divenuta in seguito la ProMed Technologies.

L’immigrazione dei suoi nonni nei tardi anni ’60, seguiti dagli altri figli, significò per Antonio la riunificazione della famiglia a tutto tondo. Ricorda in modo speciale l’arrivo di sua nonna, quella che visitava ogni giorno a Mondragone, il riassaporare le sue tenere carezze ed i pranzetti che gli preparava sempre. Ricordi di questa natura riaffioravano al tornare con la mente all’arrivo della nonna a Montreal, quando, ancora appena un ragazzino, le faceva notare felice: “Nonna, ora posso avere di nuovo le penne al pomodoro!”.