Charlie Albano Construction Triad-APG Inc.

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“All’età di cinque anni ero io il traduttore ufficiale”.

“Mio nonno è emigrato nel 1920, prima a New York e poi a Philadelphia. Dopo la guerra mio zio Onofrio (Triassi) emigrò a Chanbery, in Francia, con la sua famiglia, racconta Charlie (Calogero) Albano. Nel dopoguerra era tale la miseria a Ribera Agrigento, che suo nonno spiegava: “ dopo la guerra la sola cosa che potevo comprare con i soldi della casa che avevo venduto prima era la porta d’ingresso per la nuova casa”. Dalla Francia Onofrio Triassi porta la sua famiglia a Montreal, nel 1954. Charlie Albano aveva appena un anno quando i suoi genitori, Carmelo Albano e Teresa Calandrino, navigano attraverso l’Atlantico sulla S.S. Roma, nell’ottobre 1956. Così come per altre famiglie italiane nel dopoguerra, la migrazione ha separato la famiglia di Charlie. In pochi anni la nonna materna si stabilisce nella metropoli francofona canadese con la famiglia. Anche se parte di questa rimase in Sicilia, i legami affettivi, condivisi attraverso l’Atlantico, hanno resistito al logoramento di tempo e distanza.

“Mio padre e mia madre si sono trovati in uno sguardo”

I genitori di Charlie, Teresa e Carmelo, si sono sposati a Ribera, il 16 febbraio 1954. Appena colse quello sguardo particolare negli occhi di Teresa, Carmelo seppe che avrebbe potuto chiederne la mano a suo padre. Una volta fidanzati potevano finalmente camminare assieme per le strade di Ribera, pur tenendo sempre una certa distanza l’un l’altra. Anche se non pativano la fame quando sono diventati una coppia, i soldi mancavano comunque ed emigrare attraverso l’Atlantico parve loro una buona possibilità. Dopotutto entrambi i rispettivi padri avevano provato a lavorare in America ed erano tornati con un bagaglio di esperienze di successo.

Vivere nella periferia di Montreal e St Leonard. Un’infanzia piena di avventure.

Nel 1958 Alfonso Calandrino e Paola Grillo emigrarono a Montreal per stare con le loro figlie, Teresa e Maria. Arrivavano a Montreal anche i numerosi fratelli del loro zio Onofrio e, come ricorda nostalgicamente Charlie, “si stava tutti sotto lo stesso tetto”, fino a quando giunse “il giorno più triste della mia vita”. Nel 1956 lo zio Onofrio e la sua famiglia si trasferirono a New York alla ricerca di prati ancor più verdi, là dove altri cugini si erano già sistemati. La famiglia rimase comunque in contatto ed il sedicenne Charlie la raggiunse durante un’estate per dare una mano con la vendita di fiori che avevano avviato a Staten Island. “ Ero là a guidare, a Manhattan, senza patente, a consegnare fiori ai funerali e guardar cadaveri per la prima volta”. Abitavano tra le strade semideserte di St Leonard, all’incrocio tra Montjoie e Pailey street, Charlie e sua sorella Francesca, quando frequentavano la scuola elementare Jerome-le-Royer e Generale Vanier. Passarono poi alla scuola superiore Laurier McDonald e al College Vanier, fino all’Università di Montreal. Una delle più entusiasmanti giornate vissute dal giovane Charlie fu quella in cui finì ammanettato e schiacciato in una macchina della polizia assieme ad una dozzina di altri bambini, per riportare a casa vacche smarrite. Erano gli inizi degli anni ’60, anni in cui si inorgogliva nel tradurre per suo padre le parole che questi aveva bisogno di dire all’impiegato di banca, al barbiere o al cassiere. .

Nel 1988, con la moglie Luisa di Lalla e le sue figlie Patricia ed Erica al suo fianco ed in collaborazione con Alfonso Pucco, Charlie lancia l’azienda Construction Triad-APG Inc. Proprio come per suo padre, vivere e lavorare a Montreal costituì un’opportunità per chiedere e ricevere di più dalla vita. Il suo consiglio ai giovani? “Se non chiedi non ottieni e se non ottieni, chiedi ancora!”.